Ricerca: mappato il Dna dell’Alzheimer, geni ‘imputati’ raddoppiano

Milano, 28 ott. (Adnkronos Salute) – La più grande analisi mai eseguita sul Dna dei malati di Alzheimer ha permesso di disegnare la mappa più completa dei geni associati al rischio di ammalarsi di demenza: rispetto a quanto noto finora, le sequenze ‘imputate’ raddoppiano e salgono a 21. Lo studio, frutto di una maxi collaborazione internazionale, è pubblicato su ‘Nature Genetics’ e svela un ruolo decisivo del sistema immunitario all’origine della patologia neurodegenerativa.

Il lavoro ha coinvolto i 3 quarti dei genetisti che in tutto il mondo lavorano sull’Alzheimer, appartenenti a 145 istituzioni accademiche. Complessivamente, è stato passato ‘al setaccio’ il Dna di 17 mila pazienti con Alzheimer e di 37 mila persone sane. Gli scienziati hanno quindi individuato versioni di 21 geni, o set di istruzioni genetiche, che aumentano le probabilità di sviluppare la patologia nel corso della vita. Essere portatori di queste varianti non significa doversi per forza ammalare di Alzheimer, precisano gli studiosi: significa però avere un rischio maggiore rispetto alla popolazione generale.

Dall’analisi dei geni sotto accusa, i ricercatori hanno concluso che “c’è qualcosa nella risposta immunitaria che causa l’Alzheimer ed è lì che dobbiamo cercare”, spiga alla Bbc online Julie Williams, docente dell’università di Cardiff nel Regno Unito, fra i coordinatori dello studio. Tra gli altri meccanismi coinvolti ci sono anche il metabolismo del colesterolo, e il modo con cui le cellule del cervello interagiscono con molecole di grosse dimensioni in un processo chiamato endocitosi. “Grazie alla mappa genetica della forma più comune di Alzheimer, a insorgenza tardiva – commenta Eric Karran, direttore ricerca di Alzheimer’s Research Uk – questi risultati indicano nuovi processi biologici che potrebbero aiutarci a compiere grandi passi avanti nella comprensione di questa malattia devastante”.

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