Rai, l’altolà di sindacati e politica: "la privatizzazione non esiste" – RaiNews24

Il governo “faccia chiarezza con urgenza sull’esistenza di eventuali studi in merito alla privatizzazione della Rai”. Lo chiede l’Usigrai, che commenta le dichiarazioni fatte dal ministro dell’economia Saccomanni questa sera a Che tempo che fa e sottolinea che il sindacato dei giornalisti Rai “non permetterà nessun ridimensionamento del servizio pubblico”

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Roma, 27 Ottobre 2013

Privatizzazione Rai? Un acquirente già ci sarebbe, visto che si è fatto avanti nei giorni scorsi Tarak Ben Ammar convinto che privatizzare la Rai sia “una cosa positiva, così la politica esce dalla televisione”. Nel frattempo su Viale Mazzini si addensano nuvole, forse in previsione di un temporale annunciato ancora qualche giorno fa dai dati dell’ufficio studi di Mediobanca che puntava il dito contro la tv pubblica segnalando che a parte Esso, l’anno scorso la Rai è stata la societa’ industriale italiana con la peggiore perdita operativa (197 milioni, oltre il 7% del fatturato), seguita da Maire Tecnimont (-141 milioni) e Alitalia (-119).

Oggi, dopo le parole in favore della privatizzazione del Ministro Fabrizio Saccomanni a Che tempo che fa, parlano politica e sindacati, tutti in difesa del servizio pubblico che, come ha assicurato venerdì il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi ha anche i conti in miglioramento “veloce” e quest’anno l’azienda chiudera’ “vicino al pareggio”.

“La Rai potrebbe cedere rami di azienda, ha tanti canali e potrebbe concentrare il servizio pubblico su quattro o cinque canali vendendo gli altri. Oggi ne ha più di dieci. Oppure può quotarsi in Borsa e vendere sul mercato delle azioni, tipo Enel, Eni. Le norme della mia legge lo consentono. Non servono nuove regole. Ma uno come Saccomanni non è in grado di gestire un processo simile”. E’ il ‘papa” della legge in vigore che consente operazioni di privatizzazione, Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, a bocciare – per ora – a nome del Pdl l’ipotesi accennata ieri dal ministro dell’Economia.

Rispondendo a Fazio a proposito dell’ipotesi di privatizzazione di Eni e Rai il ministro aveva infatti detto che “Ci sono varie ipotesi sotto esame, stiamo guardando ogni possibile soluzione”, e sulla domanda specifica se la vendita fosse di una rete o dell’intero gruppo, Saccomanni aveva risposto “rimarrebbe la tv pubblica”. Affermazioni che oggi preoccupano prima di tutto il sindacato, a partire da quello dei giornalisti Rai, tanto che l’Eesecutivo Usigrai sta vagliando ipotesi di mobilitazione e di sciopero insieme alle altre sigle.

“Ha ragione chi ha letto nei giorni scorsi, nelle dichiarazioni di Antonio Catricalà sull’iniziativa del bollino nei programmi Rai, un primo tentativo di aprire la strada alla privatizzazione dell’Azienda”, dice i vice presidente della Commissione di vigilanza Rai, il senatore Pd Salvatore Margiotta. “Alla luce di quanto affermato ieri da Saccomanni, è evidente – sottolinea Margiotta – che il progetto si è già fatto strada nella mente di tanti”. E aggiunge: “Il Partito democratico in Commissione Vigilanza si opporrà con forza , da subito, a questo tentativo”.

“La privatizzazione della Rai semplicemente non esiste. Anche se sappiamo che c’e’ un ampio fronte politico trasversale che punta alla liquidazione del servizio pubblico radiotelevisivo e alla svendita della Rai”, gli fa eco Giorgio Merlo responsabile nazionale Pd servizio pubblico, convinto che “ll ministro Saccomanni, probabilmente, si è fatto portavoce di questa istanza. L’unico intervento, vero e necessario, a cui il governo potrebbe porre mano in questi mesi è semmai la riforma della governance aziendale. Per azzerare la Rai c’e’ tempo. E il Pd è semplicemente contrario”.

I sindacati sul piede di guerra chiedono “al governo di fare chiarezza”, dice l’Esecutivo Usigrao. “La Rai non può essere ridimensionata. E il Servizio Pubblico non serve a far cassa. Nulla di tutto questo era nel mandato di questo governo”. “Ciò che l’Europa ci chiede sul Servizio Pubblico – conclude la nota – non è nè la vendita nè lo smantellamento. Ma nuove norme per liberarla dai partiti e dai governi”.

“La Rai è un bene pubblico, bisogna riformarla come realtà meglio governata e in grado di interpretare le esigenze del servizio pubblico ma certamente non è da mettere sul mercato, insieme ad aziende che fanno utili”, dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. “Quando si prendono di mira realtà che fanno profitti – ha proseguito Bonanni – è preoccupante. Vuol dire che qualcuno mira a prendersi i gioielli di famiglia o in Italia o all’estero e questo a noi non va bene”.

‘E’ paradossale pensare di fare cassa con una svendita, lo è ancora di più credere di di farlo con la Rai, che andrebbe custodita con assoluta attenzione e valorizzata in ogni sua parte”. Lo dichiara in una nota il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, annunciando che l’Ugl “farà tutto il possibile per difendere uno storico, inestimabile, altamente qualificato patrimonio umano e industriale”.

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