Pdl contro Santoro dopo Bonev. Francesca Pascale chiede i danni: 10 milioni

ROMA - Mentre il Pdl si ricompatta in reazione alla puntata di Servizio Pubblico incentrata sulle dettagliate rivelazioni di Michelle Bonev sul “sistema Berlusconi”, Francesca Pascale, la fidanzata del Cav, è intenzionata a chiedere a Michele Santoro, alla stessa Bonev e Urbano Cairo, editore di La7, un risarcimento danni da 10 milioni per le affermazioni che su di lei ha fatto in trasmissione l’attrice bulgara, come spiega il suo avvocato, Paola Rubini. “L’intervista (della Bonev) a Servizio Pubblico di ieri – aggiunge il legale – continua e aggrava la condotta diffamatoria. Si sta ancora valutando se presentare una querela o citazione civile. Agiremo nei termini di legge. Al momento è ancora allo stato di ipotesi la quantificazione dei danni”. La cifra ipotizzata, intorno ai dieci milioni di euro, potrebbe essere devoluta alle case famiglia di Napoli.

Un racconto agghiacciante, quello reso dalla Bonev, condito dalla ribadita omosessualità di Francesca Pascale, una calcolatrice “senza scrupoli”, dopo aver spiegato come quel sistema le abbia permesso di fare l’attrice, di produrre fiction per la Rai, di farsi finanziare dall’azienda di Stato il film Goodbye Mama e di incassare per quella pellicola un premio patacca al Festival di Venezia 2010, appositamente creato per lei. Testimonianza che la Bonev, pallida e prossima alle lacrime, ha concluso con una sorta di appello lanciato alle ragazze alla ricerca di scorciatoie per la gloria: “Non ne potevo più di vivere nella menzogna. Non dormo e non mangio più. Ne sono uscita rotta”.



A contrastare la Bonev, in studio ci ha pensato Maurizio Belpietro, mentre sui social e nelle note ufficiali è partito il fuoco di fila del Popolo della Libertà. Tra i primi a intervenire, il segretario Angelino Alfano, che su Facebook scrive: “Non accetteremo mai che il confronto politico scenda a questo livello. La nostra storia e la storia del presidente Silvio Berlusconi non potrà mai essere sporcata da un giornalismo qualunquista e volgare che utilizza presunti gossip e personaggi discutibili”.

Il presidente dei senatori Pdl, Renato Schifani, invoca l’azione dell’Ordine dei Giornalisti.  “Se questo è giornalismo… La trasmissione di Santoro ieri sera ha toccato davvero il fondo. L’intervista alla Bonev, creata ad arte, era pensata e finalizzata unicamente per gettare fango e discredito sul presidente Berlusconi. Ci chiediamo se non sia opportuno in questo caso anche un intervento deciso dell’ordine professionale, a tutela del pubblico e contro chi ha ideato e mandato in onda simili volgarità”.

Scende in campo anche il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi: “Il giornalismo guardonista da buco della serratura ha raggiunto il suo vertice a Servizio Pubblico. L’ossessione per il nemico non si arresta di fronte a niente. La riduzione della politica a gossip che vellica gli istinti più bassi con attacchi alla persona sin nei suoi affetti più intimi non è degna di essere definita dibattito pubblico. La persona di Silvio Berlusconi, il suo ruolo politico in questi anni, la fiducia che milioni di italiani continuano ad accordargli meritano rispetto. Difenderò sempre il valore di questa esperienza politica e umana dalle bassezze di chi sembra lavorare alla dissoluzione del nostro Paese”.

Daniela Santanchè scarica su Santoro la definizione tecnico-giuridica usata dall’avvocato Ghedini per definire Berlusconi nel suo rapporto con donne pagate per il sesso: “utilizzatore finale”. Per l’uso fatto di Michelle Bonev a Servizio Pubblico, spiega la “Pitonessa”, Santoro “andrebbe indagato per sfruttamento della prostituzione”.

Mara Carfagna, esempio di ascesa dallo spettacolo alla classe dirigente nel cono d’ombra berlusconiano, presente tra l’altro al Festival di Venezia per Goodbye Mama (come mostra la fotogalleria) attacca con toni ancora ben più decisi Servizio Pubblico. “Santoro ‘inaugura’ la stagione di nuovi veleni contro Silvio Berlusconi perché è convinto che le elezioni sono alle porte e il centrodestra potrebbe  oggettivamente vincerle, pertanto vuole impedirlo gettando fumo negli occhi agli italiani, oppure non riesce proprio a resistere al richiamo della foresta di ‘cianciminiana’ memoria, prestandosi a fare da megafono a qualsivoglia congettura e illazione?”.

Michaela Biancofiore assume la difesa di Francesca Pascale, che dal racconto della Bonev è uscita come la calcolatrice “fidanzata-copertura” di Berlusconi. “Francesca è una donna innamorata, da molto tempo, che dà felicità vera a Silvio Berlusconi ed è da lui ricambiata”. Un idillio circondato da “sciacalli, avvoltoi, faine, cultori del trash ai quali è sbagliato anche solo replicare, perché le famiglie italiane capiscono perfettamente che dietro la tv di Santoro e co. ci sono solo meschine montature che danno sfogo alle invidie più subdole, ai bassi istinti delle persone che vorrebbero sostituirsi a Francesca o essere nelle grazie di Silvio Berlusconi”.

“Rigattiere della vergogna” è invece l’etichetta coniata per Santoro da Maurizio Gasparri. Il conduttore di Servizio Pubblico, secondo il senatore, “è uscito dal giornalismo (…) finirà col vendere le divise usate di Vauro a Porta Portese. La sua trasmissione di ieri ha superato ogni record di disgusto. Utilizzare personaggi patetici in evidenti difficoltà in quel modo dimostra che siamo da tempo oltre il giornalismo e l’informazione per dar luogo ad aggressioni che usano ingredienti improbabili, incredibili ed ignobili”.

Sono solo le ultime voci di un coro in cui falchi e colombe hanno cantato in perfetta armonia. Da Fabrizio Cicchitto (“Santoro dà il peggio di se stesso”) a Raffaele Fitto (“una puntata indecente e vergognosa”), Renato Brunetta (“fango mediatico (…) macelleria televisiva che non potrà che ritorcersi contro chi la fa”), Mariastella Gelmini (“altro che Servizio Pubblico, uno squallore”).

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