OS X Mavericks è gratis perché Apple fa soldi con altro

Con OS X Mavericks Apple ha introdotto una novità importante rispetto al passato: il sistema operativo dei Mac è diventato gratis. Storicamente l’azienda di Cupertino si è sempre fatta pagare per il suo software, anche se i prezzi con il passare degli anni sono progressivamente scesi: OS X 10.0 costava 129 dollari, OS X 10.7 Lion richiedeva un esborso di 29 dollari, mentre per OS X 10.8 Mountain Lion la cifra è scesa a 19,99 dollari. L’ultima versione è gratis.

Cos’è cambiato? Ars Technica l’ha chiesto ad alcuni analisti di mercato, e l’opinione comune è che Apple non abbia più bisogno di farsi pagare. L’azienda di Cupertino infatti fa utili sull’hardware e sui servizi online, più che sui sistemi operativi. iOS è già gratis da tempo, così come tutti gli upgrade.

Mavericks è gratis

La maggior parte del fatturato di Apple in sostanza arriva dalla vendita di iPhone e iPad, mentre la vendita del sistema operativo desktop è ormai un arrotondamento irrisorio. Un modello di business molto diverso da quello di Microsoft, che nel 2013 ha incassato 19 miliardi di dollari dalle vendite di Windows, di cui il 65 percento dalle licenze OEM. In un periodo storico in cui le vendite di PC sono in declino, Apple potrebbe cercare di tirare l’acqua al suo mulino usando gli aggiornamenti come modo per spingere gli utenti non solo ad acquistare nuovo hardware, ma anche a spendere di più con iCloud e gli acquisti su iTunes Match e App Store.

Per questo l’analista indipendente Ben Bajarin spiega che “i consumatori ormai sanno che acquistare hardware Apple è anche un investimento per futuri aggiornamenti software a costo zero“. Gli fa eco l’analista di IDC Al Gillen, secondo cui fornendo anche il sistema operativo desktop gratuitamente Apple potrebbe voler riproporre in campo PC lo stesso paradigma dei prezzi di iOS, che assicura aggiornamenti per tutta la vita del dispositivo senza costi incrementali. 

Guardando le cose da un’altra prospettiva, quella di Apple potrebbe anche essere una mossa per mettere pressione a Microsoft. L’azienda di Redmond ha iniziato a produrre tablet e ha acquisito Nokia portandosi in casa la produzione di smartphone, però il suo business continua a essere basato sulla vendita di software. Ma potrebbe essere solo questione di tempo.

“Microsoft corre qualche rischio se dovesse continuare a distribuire gli aggiornamenti a titolo gratuito (come per esempio ha già fatto con Windows 8.1, N.d.R.), ma il mercato sta cambiando molto rapidamente e Microsoft non ha altra scelta: o si muove con esso o resta indietro” sentenzia Gillen. “Non sarebbe una sorpresa se i futuri aggiornamenti dei sistemi operativi per PC di Microsoft e Apple avessero un costo minimo o pari a zero” conclude. Per consumatori e aziende sicuramente sarebbe un’ottima notizia.

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