I doppiatori del cinema italiano recitano i brani dei Pooh. È l’omaggio a Valerio Negrini


MILANO - Chi fermerà la musica? I Pooh, proprio coloro che cantavano questa domanda. La notizia ha del clamoroso considerato l’iperattivismo di Roby, Dodi e Red: la band va in pausa per due anni. Tornerà in attività nel 2016, anno in cui ricorrerà il cinquantesimo della fondazione (dei membri originali resta solo il tastierista Roby Facchinetti, il chitarrista Dodi Battaglia si aggiunse nel 1968, il bassista Red Canzian nel 1973, senza dimenticare il batterista Stefano D’Orazio, arrivato nel 1971 e fuoriuscito nel 2009). Farà uno strano effetto stare due anni senza una band che ormai fa parte del paesaggio italiano, anzi – piacciano o non piacciano ne loro canzoni un po’ zuccherose, interpretate con una fusione di voci un po’ beatlesiana e suonate sempre benissimo – è un bel pezzo della storia del costume italiano. Due anni che potrebbero essere l’anticamera dello scioglimento? “Potrebbe essere, ma voi non credeteci”.


Ecco la versione live di “Uomini soli” che fa parte del sontuoso “Pooh Box” in uscita. Il cofanetto, una miniera di sorprese per i fan della band, contiene: “Opera Seconda Live” doppio dvd e cd live del concerto di “Opera Seconda in Tour” (registrato lo scorso luglio a Treviso); “Poohdisegni”, un libro di 200 pagine che mette insieme la storia dei Pooh a disegni; il doppio cd “Voci per Valerio”, con 28 brani dei Pooh scritti da Valerio Negrini e recitati da oltre 40 doppiatori del cinema italiano (oltre a vocalist, musicisti e tecnici del suono), un omaggio inedito al fondatore e paroliere dei più grandi successi dei Pooh

Di sicuro c’è che fino al 2016 si daranno alla nobile arte di godersi la vita: “Vogliamo vedere che effetto fa stare due anni senza essere i Pooh”. Niente dischi di inediti, niente apparizioni tv o in concerto. Ma sanno benissimo che dopo un po’ di rioposo si annoieranno. E così i tre ammettono che presto inizieranno a studiare le iniziative per festeggiare il mezzo secolo, “vogliamo fare qualcosa di grosso e sorprendente anche per noi, a modo nostro”. E non escludono né partecipazioni individuali a progetti altrui né però qualcosa da solista – e anzi a quel che si sa Roby Facchinetti ha già quasi pronto un album tutto suo – visto che a precisa domanda i tre dicono: “Non è questa la sede per parlarne”.

La sede è un ristorante della periferia milanese molto vicino alla loro cittadella, gli studi Tamata, dove hanno sala di registrazione, uffici e addirittura palestra. E le occasioni per incontrare i giornalisti, oltre a questo annuncio di riposo, sono due. La prima è la presentazione dell’ultima (davvero, a questo punto) tranche di concerti: si parte il 2 novembre a Padova per proseguire, tra l’altro, il 5 a Roma, il 7 a Torino, il 12 a Milano, il 17 a Toronto, il 19 a New York, il 27 a Napoli e chiudere l’1 dicembre a Palermo e il 3 ad Andria.


I doppiatori del cinema italiano recitano i brani dei Pooh. È l'omaggio a Valerio Negrini

La seconda è l’ennesima follia, in senso artistico, della band: il Pooh Box. Esce martedì, costa 99,99 euro ed è in tiratura limitata, sulle 6mila copie, per trasformarlo in un oggetto di culto per i fan. Ma quanto a questo, basterebbe il contenuto. Scontati il doppio cd e il doppio dvd dal vivo. Decisamente meno scontato PoohdiSegni, un libro di oltre 200 pagine che racconta la storia della band disegnata da Gianni D’Angelo, un artista che ci ha messo due anni “e ha rischiato il divorzio”, dicono i Pooh scherzando. Ancor meno scontato, anzi, è un’ottima idea, e anche realizzata benissimo, il doppio cd Voci per Valerio, dedicato a Valerio Negrini, che della band ha fatto parte prima come batterista poi come paroliere, morto a gennaio. “I suoi testi erano delle piccole sceneggiature di film”. Ora diventano sceneggiature vere: vengono recitate, con effetti sonori e zerbini musicali ispirati alle loro melodie, da una quarantina di doppiatori del cinema italiano. Così Kevin Spacey (Roberto Pedicini) recita In diretta nel vento, Brad Pitt (Sandro Acerbo) Parsifal, Johnny Depp (Fabio Boccanera) Uomini soli, Viggo Mortensen (Pino Insegno) Pensiero, e così via. Il tutto ideato e diretto da un altro doppiatore, grande fan dei Pooh, Christian Iansante (voce italiana di Matt Demon e Jude Law). “Ci serviva una bella idea per ricordare Valerio, che per noi è il più grande poeta italiano, perché ha saputo descrivere vite, sentimenti, viaggi, personaggi epici, tutto. E abbiamo sempre il sospetto che la sua poesia sia stata penalizzata dalle nostre melodie, che ci facevano distrarre dalle parole”, dicono i Pooh.


I doppiatori del cinema italiano recitano i brani dei Pooh. È l'omaggio a Valerio Negrini

Che oggi non pensano ancora al riposo, ma agli ultimi concerti, nei quali saranno ancora affiancati da Danilo Ballo alle tastiere aggiunte, da Phil Mer alla batteria e dalla Ensemble Symphony Orchestra diretta da Giacomo Loprieno. E al singolo attualmente in giro per le radio, che poi è Pierre, loro classico del 1976, una delle prime canzoni a parlare di omosessualità, cantata assieme al trio di tenori Il Volo.



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