Dietrofront di Alfano: "Il leader è Berlusconi". Marina: "Non voglio entrare in politica"

ROMA – Per ora nega su tutta la linea. Marina Berlusconi torna e smentisce le voci sempre più insistenti sul suo ingresso in politica. In una nota scrive: “No in politica, resto nelle aziende”. “Di fronte – aggiunge – alle ennesime voci e a ricostruzioni giornalistiche totalmente lontane da ogni minimo collegamento con la realtà, ancora una volta mi vedo costretta a smentire nel modo più tassativo: non ho mai avuto e non ho alcuna intenzione di impegnarmi in politica. Per la politica ho grande rispetto, ma amo moltissimo il mio lavoro e le aziende nelle quali sono impegnata da ormai oltre vent’anni. Questo è il mio passato e il mio presente e questo sarà anche il mio futuro. Vi prego – conclude – di prenderne atto”. D’altra parte – secondo alcuni retroscena – l’annuncio della candidatura non dovrebbe arrivare troppo presto, proprio per non bruciare l’effetto sorpresa. 

Poche ore più tardi, però, parole durissime sulla classe dirigente del Pdl arrivano da un’altra figlia del Cavaliere. In un’intervista all’Huffington Post Italia, Barbara Berlusconi ci va giù pesante e dice: “Ci sono tanti che hanno finto di sposare le idee politiche di mio padre, ma che in realtà agivano per interesse personale. Per le poltrone e per il potere. Il loro interesse privato, unito a una palese inadeguatezza, oggi si manifesta in una totale assenza di idee e contenuti politici”. Stando alle sue dichiarazioni, la sensazione è che Barbara sia concentratissima sui principali dossier che riguardano il padre. Processi, politica, Pd: “Chi sta cercando un atto di sottomissione – dice – o di umiliazione quasi se Silvio Berlusconi dovesse espiare la colpa di esistere è fuori strada. Mio padre non si cospargerà la testa di cenere per dare a qualcuno la soddisfazione dello spettacolo che sostituisce la ghigliottina”. Silvio Berlusconi, assicura Barbara, resterà in campo. Gianni Letta e Confalonieri sono amici. Ma chi gli sta attorno, nel partito, è “inadeguato”.

Quanto poi alla sorella Marina e al tema del ‘partito dinastico’, Barbara è perentoria: “Noi non intendiamo far politica. Ci sono molti giovani capaci che vogliono farla e io confido in loro”.

Intanto, sul fronte Pdl si registra un dietrofront importante: quello di Angelino Alfano rispetto a tentativi di autonomia dal Cavaliere. Intervistato da Bruno Vespa – per il libro ‘Sale, zucchero e caffè. L’Italia che ho vissuto da nonna Aida alla Terza Repubblica’ – il ministro dell’Interno smentisce le voci di una scissione interna al partito e riconosce Silvio Belusconi come capo indiscusso del partito. “I sottoscritti consiglieri nazionali si riconoscono nella leadership di Silvio Berlusconi, ovviamente a cominciare da me. Questo sarebbe il primo rigo di ogni documento che io dovessi sottoscrivere”. “Non è vero che circola un documento degli ‘innovatori’ già da far sottoscrivere per il prossimo Consiglio Nazionale”. Quindi nessun testo autonomo da parte dei governisti.

E a chi gli chiede se è intenzionato a mettersi alla guida di Forza Italia, Alfano risponde: “Noi oggi siamo interessati a governare bene questo Paese”. Ma un dubbio resta. “Il dubbio non è questo – aggiunge – e l’oggetto del dibattito non è neanche il nome di Forza Italia che richiama anni bellissimi. Ci sono altre questioni di cui noi crediamo si debba discutere al Consiglio nazionale e le porremo all’attenzione dell’opinione pubblica oltre che del nostro movimento nei prossimi giorni”.

Fabrizio Cicchitto esorta alla riflessione politica.”Bisogna – scrive in una nota – capire le ragioni per cui nella giornata di ieri c’è stato uno scatenamento polemico, orchestrato da un regista, da parte di molti esponenti del Pdl-Forza Italia che si riconoscono nelle decisioni prese dall’ufficio di presidenza contro il governo e i ministri del Pdl-Forza Italia presenti in esso”. “L’impressione – aggiunge – è che gli scopi siano due: radicalizzare lo scontro, accentuare la versione che il confronto è fra buoni e cattivi, fra fedeli e traditori e puntare ad una caduta il più possibile ravvicinata del governo”.

Frena anche un altro ministro, quello dei Trasporti Maurizio Lupi. “Leggo cose sui – dice – che non sono assolutamente vere. Nessuno di noi ha mai messo in discussione la leadership del presidente Berlusconi, sia perché in questi vent’anni con lui abbiamo fatto un grande partito e unito l’area dei moderati, sia perché le leadership si impongono e Berlusconi è votato ancora da milioni di italiani. Marina – continua – rinuncia a una cosa che non c’è e quindi non si può commentare una cosa che non c’è”.

E della possibile entrata in politica di Marina Berlusconi parla anche Maurizio Gasparri: “Marina Berlusconi nostro futuro leader? So che non è interessata alla cosa, ma qualora lo volesse, deve vincere le primarie. Saranno le primarie a decidere il nostro candidato, così sceglieranno gli elettori, il popolo. Visto che sicuramente il nostro sarà il primo partito della coalizione che si opporrà al centrosinista, ci sarà la Lega ma, è ormai evidente, dopo il flop di Scelta civica, che saranno due le coalizioni a fronteggiarsi”.

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