Cuperlo: "Non capisco modello di partito di Renzi. Parlare a tutti, ma con nostra lingua"

ROMA – “Non ho capito qual è il modello di partito che ha in testa Renzi, perché vedo solo una persona protagonista che non racconta come deve essere il partito”. Gianni Cuperlo, uno dei quattro candidati alla segreteria del Pd, ritenuto l”anti Matteo Renzi’ ospite di Repubblica Tv, all’indomani della chiusura della Leopolda, risponde alle domande dei lettori e critica alcune posizioni del suo sfidante: “Penso che il Pd debba essere rifondato e riformato. Un partito non può essere solo le primarie. Un partito politico non lo tieni insieme solo con un programma, è una cultura, un’identità. Le primarie sono fondamentali, ma non puoi rivolgerti a generazioni di giovani dicendo loro che ci sono i gazedbo. I partiti sono il  modo in cui si vede la crisi, la situazione”.

I simboli. Numerose le domande arrivate in redazione in riferimento al fatto che alla Leopolda, Matteo Renzi abbia deciso di non esporre simboli e bandiere del Pd. Cuperlo non è d’accordo con questa scelta: “Noi al 24/25 febbraio abbiamo perduto 3 milioni di voti…sono tanti. Se siamo la sinistra devi dire chi sei, il tuo nome. E se vuoi che il tuo nome abbia consenso devi anche dire ‘per chi sei’. Certo, dobbiamo andare a recuperare i voti dei delusi del Pdl e di Grillo, ma sicuramente dobbiamo andare a recuperare quella parte del nostro popolo. Non vuol dire che c’è un’altra parte del popolo che tu combatti. Va bene parlare a tutti, ma con il tuo vocabolario. Se siamo la sinistra, tu devi dire chi sei, e noi siamo il Partito Democratico, bisogna dire quali sono le forze che si vogliono promuovere”.

Governo. “Il governo Letta è una parentesi”, ha detto Cuperlo, sottolineando quali sono state le condizioni in cui è  nato. “Dovrà concludersi, facendo fronte alle necessità per le quali è nato: la legge di stabilità ad esempio. Deve poi vigilare sul Parlamento”. Poi, però, questa parentesi delle grandi intese si deve chiudere, ha insistito: “Poi si tornerà a votare per il centrosinistra. Sarebbe un errore drammatico immaginare che le larghe intese possano diventare qualcosa di diverso da quello che sono, non sono un disegno politico, una strategia politica. Questa parentesi dovrà concludersi nei tempi indicati dal presidente del Consiglio”.
 
Destra. Dopo gli ultimi eventi e le tensioni di questi giorni, Cuperlo si aspetta un po’ di chiarezza all’interno della destra: “Siamo stati messi di fronte ad una frattura, per la prima volta, all’interno del loro nucleo. Con tutti i nostri limiti siamo una casa di vetro, dall’altra parte non sanno cosa siano i congressi politici”, ha aggiunto il candidato alla segreteria Pd. La destra, aggiunge, “deve prendere atto e decidere cosa vogliono diventare. Restare nel solco della concezione lideristico, padronale, dinastico. Oppure l’alternativa è dar vita a una forza pienamente collocata nella dimensione della cultura europea e della costituzione”. Per la prima volta “c’è un confronto vero”, aggiunge.
 
Dignità. Una rivoluzione della dignità. È questo, per Cuperlo, il primo punto da recuperare. “È un problema di reddito, ma non solo. È proprio un problema di dignità quello che bisogna affrontare, legato al lavoro certo, alla disoccupazione, agli esodati. Bisogna dare una risposta a chi, in questi anni, non ha ottenuto una risposta dalla politica”.

Legge di stabilità. “Il governo, a cominciare della legge di stabilità, deve dare nel merito risposte a quelli che stanno peggio. È un tentativo serio. Serio – ha insistito Cuperlo -. Per la prima cosa restituisce qualcosa. Certo non basta. Non si prendono in  giro le persone dicendo che si possono trovare decine di miliardi per abbattere il cuneo fiscale. Si può migliorare e ottimizzare a partire dalla difesa dei redditi medio-basso, garantiamo l’indicizzazione delle pensioni, chiudiamo la pagina esodati, mettiamo più risorse nel fondo sociale”, ha chiesto. “Il governo – ha detto – deve avere più coraggio”.

Legge elettorale
. “Mai più al voto con queste regole, abbiamo preso un impegno quasi di ordine morale con gli elettori”, ha detto ancora Cuperlo. “La legge elettorale – ha detto poi Cuperlo – va approvata con la più ampia maggioranza politica possibile all’interno del Parlamento. Poi questa legge deve garantire due condizioni: restituire ai cittadini la possibilità di scegliere chi li rappresenti e garantire la governabilità. Penso a un modello di doppio turno. Un primo di tipo proporzionale, con una soglia di sbarramento al 5%, e un secondo in cui si scontrano due schieramenti e con un premio di maggioranza ragionevole. Questo modello potrebbe rispondere alle esigenze che abbiamo di governabilità e anche di rappresentatività, perché puntare sulla rappresentanza e dare ai cittadini l’idea che possano fidarsi della politica”.

Omofobia. “Non ho parole, ma dobbiamo trovarle, il compito della politica è trovare le parole e tradurle in atti”, ha detto Cuperlo rispondendo a una lettrice che chiedeva un parere dopo il suicidio di un ragazzo gay di 21 anni ieri a Roma. “L’evoluzione della civiltà passa attraverso l’assunzione di responsabilità della classe dirigenziale. La sinistra- prosegue- deve mettere al centro i diritti civili come leva formidabile di sviluppo della vita democratica. Un contrasto attivo, una legge contro l’omofobia restituirebbe ai ragazzi omosessuali la fiducia di vivere in una dimensione sociale che li accoglie”, conclude.
 

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