Crisi, la fiducia delle imprese torna a calare. Spread stabile, cala … – Il Messaggero







Lunedì 28 Ottobre
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La fiducia delle imprese a ottobre torna in calo, interrompendo una serie positiva che durava da tre mesi: in base ai dati Istat, l’indice scende da 82,8 a 79,3. Sul ribasso pesano i peggioramenti subiti nel commercio al dettaglio e nei servizi di mercato, mentre il comparto manifatturiero raggiunge il livello più alto dopo agosto 2011.

Cala Piazza Affari, spread stabile. Incerte le principali Borse europee che, dopo un’apertura in territorio positivo, hanno virato in territorio negativo, compresa Piazza Affari che in precedenza era arrivata oltre il +0,5%.

Per lo spread, avvio di settimana a 245,6 punti, senza sensibili variazioni rispetto alla chiusura di venerdì, quando il differenziale era risalito toccando quota 247.

Fiducia delle imprese in calo. Nell’ambito del calo della fiducia delle imprese, l’Istat sottolinea che, guardando ai diversi settori, nel commercio al dettaglio l’indice scende da 91,8 di settembre a 89,0, con ribassi sia nella grande distribuzione sia in quella tradizionale. Peggiora la fiducia anche per le imprese dei servizi, passando da 79,9 di settembre a 74,7, con i giudizi e le attese sugli ordini in flessione. Invece migliora il clima nel manifatturiero, da 96,8 di settembre a 97,3. E la fiducia sale pure nel comparto delle costruzioni, da 78,9 di settembre a 80,8, anche se le attese sull’occupazione peggiorano. La discesa registrata dal complesso delle imprese italiane non giunge però a sorpresa, già a ottobre era risultata in diminuzione la fiducia dei consumatori, su cui hanno probabilmente pesato le tensioni politiche, la vicende legate alla legge di Stabilità e il rialzo dell’Iva. Fattori che potrebbero avere influenzato le aziende, aggiungendosi a segnali propri, interni, alle imprese, di deterioramento delle prospettive economiche.

Lunedì 28 Ottobre 2013 – 10:56
Ultimo aggiornamento: 15:06

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si puo friggere lo spread e piazza affari?

1) Crisi, la fiducia delle imprese torna a calare;
2) Spread stabile, sale Piazza Affari;
3) Istat risale la fiducia delle imprese;
4) Crisi, la fiducia dei consumatori torna a calare a ottobre;
Su queste quattro linee e non vado oltre, ce’ la conferma di quante balle ogni giorno vengono falsamente “nutriti” gli italiani, specialmente I disoccupati e quelli che sono costretti a fare la fila alla caritas per un pasto.Perche’ non va li Saccomanno & co. a guardare queste fila prima di estrarre falsa saliva dalla bocca? E’ chiaro, banche, mercati e politica sono le vere fameliche mafie che hanno causato questo immorale disastro economico e debito pubblico, che invece di farlo ripagare a chi lo ha causato:LORO, (classe politica e banche) lo hanno accollato alle classi piu deboli. In questo immorale tartassato scenario, pretendono sfacciatamente che I consumi aumentino, roba da pazzi!! La cosa piu’ strana e vergognosa e’ che sono convinti di prendere ancora per I fondelli il popolo. Chi fa il politico oggi non sa cosa sia la vergogna, quindi ricordatelo.
Prima o poi, tutti i soldi guadagnati con il sangue dei deboli e facendo I furbi e gli imbroglioni, non serviranno a nulla, perche’ tutto cio’ essendo una corrotta causa, “dopo la causa ci sara’ senz’altro un brutto effetto”, un effetto…..dove I soldi in quel momento non serviranno piu’ a nulla, perche’ difronte a tutta questa, evidente, intollerabile e disonesta disuguaglianza, l’effetto puo sfociare in guerra civile.

Commento inviato il 28-10-2013 alle 13:55 da vasfran



STRANA SITUAZIONE DI GUERRA.

Il clima, sentendo politici e istituzioni sta migliorando, ma è pura fantasia ignobile e falsa. In realtà piccole aziende e cittadini stanno lottando ogni giorno per la sopravvivenza. Questa non è una crisi: è una guerra avviata da politici e istituzioni imbalsamate. I governanti non rappresentano il Popolo ma i grandi ladroni di sempre. Sarebbe bene per tutti che la pazienza dicesse basta, e si cambiasse pagina.

Commento inviato il 28-10-2013 alle 12:37 da matri41



Chi ha ragione?

Il Saccomanno che vede l’aggancio della ripresa (che bambinone a proporci questi esempi dell’aggancio alla locomotiva della ripresa…) o le imprese che vivono sulla propria pelle tutti i problemi condotti da queste sciagurate politiche europee?

Commento inviato il 28-10-2013 alle 11:08 da ElGrigio





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